Ciambellone vegano al profumo di mandorla e uvetta

Ciambellone vegano al profumo di mandorla e uvetta

E’ soffice, delicata e sana. Un’ottima alternativa per chi ha problemi di colesterolo, di linea e di intolleranze. E’ ottima per i bambini, per variare l’alimentazione e per evitare prodotti confezionati. E’ a basso impatto ambientale perché non contiene prodotti di origine animale, perché si cuoce nella pentola fornetto e perché, grazie alla varietà, consente di evitare lo sfruttamento intensivo dei soliti alimenti fin troppo usati.

Si prepara in pochi minuti ed è davvero da provare!

Ingredienti

Come si prepara

In un capiente recipiente versate la farina, la polvere di mandorle, l’amido di mais, il cremor tartaro e la vaniglia naturale. Mescolare bene gli ingredienti a secco con una forchetta. A questo punto aggiungere il malto di mais, il latte di riso, versandolo e filo e sempre mescolando con cura, affinché non si formino grumi. Il composto è pronto quando è sufficientemente fluido ma non troppo liquido. Infine l’uvetta.

Oliare con uno o due cucchiai la pentola fornetto. Versare il composto. Chiudere col coperchio e mettere a cuocere sul fuoco medio con fiamma alta per 3-4 minuti, quindi portare al minimo e cuocere per circa 50-70 minuti.

Lasciar raffreddare coperta, così mantiene la sua umidità.

 

Altre ricette in pentola fornetto, altre ricette vegan.

Ciambellone vegano melassa di panela e latte di riso

Questo ciambellone ve lo volevo proprio fotografare nella pentola fornetto!! Sarà che le pentole in alluminio esercitano su di me un fascino tutto speciale…sarà che i ciambelloni mi ricordano tanto le torte delle nonne…mi ha ispirato un effetto rustico e un po’ spartano ed eccolo qui.

Questo è un ciambellone vegano ottimo anche per chi ha intolleranza al latte vaccino o alle uova o a chi sta seguendo particolari regimi dietetici per cui non può mangiare burro e grassi animali.

L’ho pensato per mio figlio e i suoi amici, ma secondo me anche i grandi lo apprezzeranno.

Ingredienti

Come si prepara

In una larga terrina disporre le farine, versare lo yogurt di soia e mescolando con una forchetta versare a filo il latte di riso. Aggiungere la melas

sa e l’olio extravergine. Quando il composto sarà cremoso aggiungere il cremor tartaro, le nocciole e l’uva passa.

Ungere con olio la pentola fornetto e versarvi il composto. Decorare con la melassa a piacere. Mettere su fornello intermedio, inizialmente a fiamma alta per alcuni minuti, poi portare al minimo e cuocere per 45-60 minuti. Prima di spegnere accertatevi che sia cotta usando il metodo della lama di coltello.

Potete servirla con un bel bicchiere di latte di mandorla e arancia.

Latte vegetale fai da te

Dedico questa ricetta a tutti coloro i quali non sospettavano nemmeno, come me fino a poco tempo fa, che fare il latte vegetale fosse così semplice e veloce. Esistono anche delle macchine ad uso domestico per prepararlo ma sono care, certamente la cifra si ammortizza in breve tempo, ma vi assicuro che farlo da sé è divertente, facilissimo e come sempre consente di sbizzarrirsi con la creatività.

Ingredienti

  • farina o farina integrale 3 cucchiai (avena, orzo, riso, farro, kamut,…)
  • olio vegetale biologico spremuto a freddo a scelta tra mandorle, girasole, sesamo o comunque che non abbia troppo sapore
  • sale marino integrale una presa
  • oppure malto un cucchiaio
  • [crema di mandorle, cacao, farina di carrube, crema di nocciole, crema di sesamo]
  • acqua 1 lt
  • una bottiglia di vetro con chiusura ermetica, sono ideali le bottiglie usate del latte vaccino o della passata di pomodoro

Come si prepara

Mettere l’acqua a bollire. In una tazza formare una crema senza grumi con la farina del cereale prescelto e pochissima acqua versata molto lentamente.

Aggiungere l’olio amalgamando bene.

Appena l’acqua è tiepida versarvi il composto, unire il sale o il malto a seconda dell’uso che se ne vuole fare o del proprio gusto e mescolare bene.

Fare sobbollire a fuoco moderato per 5 minuti. Versare nella bottiglia di vetro e lasciare raffreddare scoperto e fuori frigo. Si conserva in frigorifero per circa 5-10 giorni.

Chi desidera una bevanda più golosa, magari per la merenda o la prima colazione può aggiungere due cucchiai di uno a scelta degli ingredienti indicati tra parentesi.

Come si usa

Serve come bevanda fredda o calda, per la prima colazione, per la merenda, per accompagnare una fetta di torta. E’ ideale per i bimbi.

E’ un ottimo sostituto del latte vaccino in cucina: per creme, besciamella, panna vegan, e così via.

 

Cosa vuol dire essere vegani. Intervista a Sauro Martella fondatore di VeganBlog e non solo

 

Sauro Martella

Una vita nel rispetto della Natura

E’ vegano da sempre, è il creatore della prima ricetta del bignè vegano e cammina rigorosamente sempre a piedi nudi. E’ uno dei più appassionati sostenitori e divulgatori della cultura vegana. Ha fondato il VeganBlog: punto di riferimento seguitissimo e partecipatissimo per tutti i vegani e i vegetariani. Ha un’esperienza sul campo pluridecennale che ama diffondere attraverso i suoi siti e i suoi blog. Vive all’interno del Parco Naturale della Versilia in una casa costruita secondo i principi della bioedilizia, che è anche sede di Promiseland.it . E’ l’ideatore del primo e unico certificato vegan italiano VeganOK.

Per dirla in breve Sauro Martella dimostra ogni giorno che vivere nel rispetto dell’ambiente e degli animali non solo è possibile ma è anche una scelta che rende liberi e felici.

L’intervista a Sauro Martella

VeganOK

Gli abbiamo rivolto alcune domande per i lettori di LatteRhum&Miele. Ecco la sua intervista.

Una scelta sana e nel rispetto degli animali

EC – Il 4 settembre si terrà a Gorizia il secondo Festival Vegetariano. Il numero di vegetariani e di vegani sta crescendo sensibilmente in questi ultimi anni. Al di là dei numeri statistici chiunque può accorgersene: basta dare un rapido sguardo agli scaffali dei supermercati che si stanno riempiendo di prodotti specifici e la crescita del numero di punti vendita specializzati. Per tua esperienza quali sono i principali motivi che spingono, o dovrebbero spingere, le persone ad abbracciare questo stile di vita?
SM – Certamente il numero dei vegani e dei vegetariani è in forte aumento. Altrettanto certamente la principale motivazione è legata alla componente etica che suggerisce di non far del male ad altri esseri viventi. E’ ovvio che tale scelta può essere fatta con più o meno consapevolezza e questo spiega il perché molti vegetariani decidano di esserlo per motivi etici e per amore o rispetto per gli animali, nonostante la produzione di derivati animali comelatte, formaggi e uova, comporti necessariamente la morte e la sofferenza degli animali coinvolti. Ovviamente, visto che un’alimentazione vegan è certamente più sana e nutazionalmente equilibrata di una basata sui derivati animali, possono esserci anche motivazioni salutistiche, ma ritengo che questo si verifichi in misura minore.

Vegano significa scegliere l’etica, anche al supermercato

EC – Per qualcuno diventare vegani significa semplicemente rinunciare alla carne e tutti i derivati animali: uova e latticini. Oppure ad evitare le scarpe fatte in cuoio o pellame. Ma c’è molto di più. Lo stile di vita vegano presuppone una più ampia attenzione rispetto ai nostri consumi. Potresti spiegarci quando facciamo la spesa quali sono “gli scaffali” davanti ai quali dobbiamo fare più attenzione. Quali sono i prodotti e le classi di prodotti a rischio? E come facciamo nelle grandi catene e nei punti vendita più a buon mercato a difendere i diritti degli animali e i nostri?
SM – La scelta vegan, intesa come una scelta legata ai motivi etici, non può limitarsi all’esclusione di alimenti o accessori di origine animale. Il rispetto verso ogni forma di vita ed il rispetto per l’ambiente in generale, sono componenti sicuramente presenti. Spesso questo si ripercuote positivamente anche nella scelta di limitare i propri consumi ed il proprio impatto ambientale. Il problema delle scelte quotidiane per i propri acquisti, non è una cosa di facile soluzione ed ognuno ha una propria sensibilità. Purtroppo volendo scegliere prodotti etici, abbiamo non molti strumenti a disposizione, ad esempio esistono prodotti del consumo equo e solidale che forniscono alcune garanzie relativamente ai diritti dei lavoratori coinvolti, ma si tratta di ben pochi prodotti anche se fortunatamente, in molte catene di grande distribuzione sono ormai presenti spazi dedicati a questo genere di prodotti più etici. Quello che si può fare di concreto è certamente prediligere prodotti che non contengono parti di origine animale come pelle, lana, seta, ma anche escludere prodotti con involucri eccessivi ed in materiali non ecologici.

Essere vegani migliora lo stato di salute

EC – Sei vegano da molto, da sempre potremmo dire, quali sono i benefici principali e gli svantaggi di rispettare una dieta vegana e/o vegetariana?
SM – Posso affermare che da vegan cambiano molte cose in meglio. Per quanto riguarda lo stato di salute generale, c’è un indubbio miglioramento, ma anche la consapevolezza di non offendere la dignità di nessun altro essere vivente e senziente, ti porta a vivere ogni giorno con una radicata serenità ed un’apertura mentale di disponibilità verso la vita e verso il tuo prossimo. Svantaggi non me ne risultano, se non in rari casi, qualche difficoltà a trovare da mangiare cibo confezionato (che non è certo il cibo ideale, ma se si lavora viaggiando molto, spesso è l’unica possibilità che troviamo)… Insomma niente di rilevante.

Proteine e bambini: attenzione agli stereotipi bocciati anche dalla scienza

EC – Molte lettrici di LatteRhum&Miele sono mamme, giustamente preoccupate per la salute alimentare dei propri figli. Si cercano alimenti sani, prodotti in modo il più possibile naturale. Quando si arriva alla famosa questione della carne pochissime sono quelle che rinunciano a dare la famosa “fettina”. Qualche altra pur scegliendo il veganesimo integra con integratori alimentari. La paura di escludere nutrienti essenziali per la crescita a volte è tanta. Secondo la tua esperienza te a che età è consigliabile eliminare la carne? E uova e lattici? e sopperire con integratori alimentari?
SM – Più che la mia opinione, si può affermare tranquillamente che la posizione ufficiale della scienza a questo proposito sia molto chiara. L’alimentazione vegan correttamente equilibrata non ha controindicazioni in nessuna fase della crescita. Un bambino appena nato, ha bisogno solo del latte della propria madre, una volta arrivati allo svezzamento nei tempi e nei modi adatti al bambino, il latte non è più un qualcosa utile all’alimentazione ed in particolare quello non umano (cioè quello vaccino in commercio) è un “alimento” da evitare senza se e senza ma. Stessa cosa per la “fettina”, completamente inutile, anzi dannosa alla crescita sana del bambino. In sostanza, latticini e carne, come qualsiasi derivato animali, non sono cose da eliminare e sostituire con altro, ma sono semplicemente da eliminare in quanto dannosi per poter nutrire il bambino in modo vegan, naturale e adatto alla sua crescita.

Latte e fegato non servono a integrare calcio e B12

EC – Alle donne in menopausa e agli anziani viene consigliato di bere latte e mangiare latticini. Alle persone con tendenze a stati carenziali di ferro viene consigliata la carne o il fegato, quest’ultimo anche raccomandato ai bambini per gli elevati contenuti di vitamina B12. Qualche studio smentisce qualche altro smentisce la smentita. Insomma, noi consumatori alla ricerca del benessere siamo confusi. I tuoi studi e la tua esperienza cosa si sentono di consigliare ai lettori di LatteRhum&Miele?
SM – La mia esperienza e gli incontri e gli approfondimenti che ho fatto su questo argomento, mi hanno fatto capire che latte e latticini sono dannosi ai bambini e ancora più dannosi per le persone anziane che rischiano una decalcificazione delle ossa in una fase della vita dove già naturalmente questo fenomeno si presenta (si, esattamente il contrario di ciò che si crede normalmente in proposito). Anche relativamente ai problemi legati all’assimilazione del ferro, problema ben conosciuto nel mondo femminile, so bene come invece di aumentare le quantità di carne mangiata, eliminarla completamente ed assumere un’alimentazione vegan nutrizionalmente più equilibrata, permette in breve tempo di ritrovarsi valori di ferro pressoché perfetti. Ovviamente se ci sono situazioni e problemi particolari è smepre bene rivolgersi ad un medico vegan per essere ben consigliati, ma in nessun caso sarà utile introdurre alimenti di origine animale. Per quanto riguarda il problema della B12 (e le tante leggende metropolitane che ruotano a questo argomento) è una cosa di cui tener conto e da verificare di caso in caso, indistintamente che si sia vegan o onnivori, proprio perché è un problema legato essenzialmente al nostro stile di vita ormai troppo asettico e poco naturale.

Via i grassi animali: ormai è assodato

EC – Il dottor Greger ha di recente condotto una ricerca su oltre 5000 studi effettuati sul rapporto tra alimentazione vegetariana e salute: preventiva nei confronti del cancro e delle sindromi metaboliche, efficace nei casi di diabete, e molto altro. Un lavoro enorme. Credo sia la prima volta che viene realizzato uno studio di questo genere così vasto sulla letteratura esistente. Qual è l’importanza dello studio per il mondo Vegan?
SM – Non occupandomi professionalmente di nutrizione, non conosco questo studio, ma mi sembra evidente che un’alimentazione a base di grassi e proteine animali, provochi proprio quel genere di problemi. Se non sbaglio anche la clinica del Dott. Veronesi fornisce ai propri pazienti un’alimentazione prevalentemente vegan e questo la dice lunga.

Vegano, biologico, ecologico: tre cose differenti

EC – Passare ad una dieta vegana, addirittura crudista a base di germogli, ridurrebbe di molto il nostro impatto sul pianeta. Così come passare dalle case tradizionali alle case passive realizzate con materiali ecologici, oppure produrre e consumare prodotti biologici. Per quelli di noi che hanno ancora qualche esitazione di fronte alla differenza tra vegano, biologico ed ecologico: ci puoi spiegare bene come e perché sono concetti diversi?
SM – Si, molte persone non hanno idee molto chiare in proposito pur essendo in un era dove l’informazione ormai è accessibile a tutti… Non è neanche possibile paragonare criteri come vegano biologico ed ecologico, in quanto sono cose comunque che nascono da principi autonomi anche se evidentemente accomunati e spesso presenti nelle scelte di ogni persona sensibile. Cosa sia la scelta vegan, l’abbiamo già detto. Il biologico è semplicemente un modo di coltivare “normale”, in realtà non dovrebbero essere i prodotti biologici ad essere contrassegnati da un bollino, ma quelli non biologici a riportare la scritta “Attenzione: prodotto realizzato in modo non naturale”. L’ecologia è invece un termine generico per rappresentare tutto quell’insieme di scelkte legate all’ambiente ed alla vita in generale, ma anche qui ognuno si troverà a dare a quel termine un significato più legato alle proprie esperienze.

La certificazione VeganOK

EC – E’ nata in tempi relativamente recenti la certificazione VeganOK. Puoi raccontarci come nasce, quali sono i criteri con cui stilate i disciplinari e quali sono i controlli che effettuate per rilasciare il certificato VeganOK? In cosa si differenzia dai certificati biologici? E poi, concedimi una piccola ma sana provocazione, ce n’era davvero bisogno?
SM – Questa è un’ottima domanda. Ce n’era davvero bisogno?… Si e anche molto, visto che per qualsiasi acquisto che facciamo, di fatto non abbiamo la possibilità di sapere se un prodotto è vegan o no. In molti casi, acquistando un paio di scrape, ci troviamo ad impazzire per capire se si tratta di pelle vera o finta, in molti altri capi di abbigliamento non abbiamo informazioni certe sui materiali utilizzati anche per gli interni (le etichette tradizionali sono molto blande su questi punti), né sui coloranti utilizzati che possono anche essere di origine animale. Anche nel settore alimentare e cosmetico ci possiamo trovare davanti a prodotti contenenti ingredienti di origine animale e in molti casi solo dai dati in etichetta è tecnicamente impossibile sapere se si tratta di ingredienti di origine animale o no. Insomma il consumatore vegan fino a poco tempo fa era completamente privato di un suo diritto e proprio per questo motivo abbiamo creato la certificazione VeganOK.
Abbiamo redatto un primo disciplinare generico (al quale se ne stanno aggiungendo altri su settori specifici in modo da garantire una maggiore efficienza della certificazione). Il disciplinare fa riferimento innanzitutto alla tipologia di ingredienti utilizzati, ma anche ad alcuni aspetti ecologici e qualitativi più essenziali ed ovviamente al fatto che, per il prodotto in questione, il produttore non abbia in nessun modo contribuito alla diffusione della vivisezione. In sostanmza, la certificazione VeganOK è uno strumento attraverso il quale ogni produttore può dare precise garanzie al consumatore che si troverà sullo scaffale prodotti anche simili, ma essendo alcuni dotati di certificazione ed altri no, potrà effettuare una scelta più consapevole e magari farsi anche qualche domanda in più (che non fa mai male).
Abbiamo poi anche esteso la certificazione al settore della ristorazione premiando ed incentivando ogni ristorante ad introdurre pietanze vegan all’interno della loro proposta obbligandolo a tenere sempre nel proprio menù un numero elevato e vario di piatti vegan (non i soliti contorni o verdure grigliate) in modo che ogni vegan possa trovare in un ristorante che aderisce al circuito VeganOK una vera scelta per ogni tipo di portata, dagli antipasti, al primo, al secondo, ai contorni, fino al dolce. Così facendo abbiamo anche ottenuto di far aumentare il numero di pietanze vegan realizzate anche per i non vegan attuando così una politica di sensibilizzazione precisa e basata su fatti concreti.

Vegano e OGM possono convivere?

EC – Vegan e OGM: una convivenza possibile? Secondo alcuni gli OGM presentano opportunità nutrizionali secondo altri sono invece nocivi. Secondo Promiseland, VeganOK e VeganBlog?
SM – Spesso ci si schiera da una parte o dall’altra in modo forse troppo deciso e senza cercare di capire il problema nella sua globalità e di cosa si sta parlando. Da un punto di vista generico, la tecnologia che permette di effettuare modifiche genetiche, non è necessariamente un male, come d’altronde non lo è nessuna tecnologia o scoperta prima dell’uso spesso idiota che ne fa l’uomo. Il fatto è che fintanto che non ci saranno leggi che garantiscano e proteggano dai danni economici ed ecologici che gli OGM possono portare con sé con un uso scriteriato e fintanto che sia la sperimentazione, che l’utilizzo verrà lasciato in mano ad interessi economici dei pochi, la protesta forte e senza esitazioni è una cosa giusta e sacrosanta. Invece la questione del fatto che alcuni ogm avrebbero proprietà nutrizionali superiori o comunque indispensabili per risolvere problemi di sostentamento del pianeta, è una balla vera e propria.

Dove trovare informazioni sul mondo vegan e vegetariano

EC – Ad oggi avete aperto numerosi portali, da Promiseland a Veganblog. Puoi dirci come sono nati, cosa li accomuna e cosa invece li distingue?
SM – Il nostro network è attualmente rappresentato nella sua interezza dal portale www.lifetribu.com all’interno del quale sono presentati i tati siti che conpongono il network (ed altri ne arriveranno…)
www.promiseland.it è una vera e propria testata giornalistica che tratta tutti gli argomenti legati al mondo etico e dove i contenuti sono gestiti da redattori prevalentemente vegan.
www.veganblog.it è una community ormai enorme ed estesa di appassionati di ricette vegan. Ogni settimana vengono pubblicate mediamente un centinaio di nuove ricette (attualmente ne abbiamo in archivio oltre 12.000) tutte corredate di fotografie, spiegazioni e tantissimi commenti e suggerimenti alle ricette… Una vera pacchia per chi vuole cucinare in modo etico e crueltyfree.
www.veganfest.it è il sito ufficiale di un evento che abbiamo creato e che fin dalla prima edizione, con oltre 18,000 presenze, può considerarsi con orgoglio il più grande evento vegan in Europa. Abbiamo coinvolto radio, televisioni, personaggi famosi e dato alla scelta vegan una presenza mediatica come mai era successo prima in Italia.
www.biodizionario.it è invece il primo database italiano degli ingredienti cosmetici. Attraverso il quale è possibile controllare gratuitamente ed in tempo reale l’ecologicità di ogni cosmetico acquistato.
Stiamo lavorando ad altre iniziative sempre caratterizzate dall’etica vegan e già nei prossimi mesi le presenteremo.

Allora aspettiamo le novità con curiosità! Grazie molte per la passione con cui porti avanti il tuo lavoro che è anche una filosofia di vita. Quello che fai e che fate ha contribuito a cambiare la vita a migliaia di persone… e di animali.

Sauro Martella è fondatore e direttore del sito Promiseland.it. E’ vegano ed ogni tanto effettua periodi da crudista alternati a periodi di digiuno terapeutico. Da alcuni anni cammina permanentemente a piedi nudi (cosa che consiglia a tutti). Ha fondato il sito per diffondere le informazioni di difficile accesso relativamente al mondo dei diritti umani, della difesa dell’ambiente, del rispetto della vita ed in particolar modo per la diffusione della cultura nonviolenta e vegana. Abita insieme a sua moglie Renata Balducci nella propria sede/abitazione di Promiseland.it costruita secondo i criteri della bioedilizia e con i materiali naturali tipici del luogo, una zona collinare a 220 mt. di altezza all’interno del Parco Naturale in Versilia. Appassionato di cucina Vegan è orgoglioso di aver creato per primo la ricetta del bignè Vegan, convinto che il miglior modo di diffondere una cultura nonviolenta e Vegan è la condivisione della buona cucina e dei piaceri del buon vivere che solo una consapevole scelta vegan può dare.

I vegetariani sono meno a rischio di malattie cardiovascolari, diabete e infarto

E’ uno stile di vita, una filosofia di approccio al mondo, un modo per diminuire l’impatto su questa terra e garantire anche ai nostri amici a 4 zampe una vita dignitosa. Per qualcuno è una vera e propria forma di protesta.

Oggi per qualcun altro sarà anche un modo per mantenere il benessere. Lo dice uno studio della Loma Linda University secondo il quale i vegetariani presentano un’incidenza inferiore del 36 % in fatto di sindromi metaboliche rispetto ai loro amici carnivori. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Diabetes Care. Poichè la sindrome metabolica può essere un precursore di malattie cardiovascolari, diabete e infarti la scoperta indica che i vegetariani possono correre meno rischi in tal senso.

La sindrome metabolica è definita come il manifestarsi di almeno tre dei fattori di rischio successivi: ipertensione, elevato colesterolo HDL, elevati livelli di glucosio, elevati trigliceridi e una circonferenza vita oversize. Lo studio della Loma Linda University ha scoperto che mentre il 25% dei vegetariani hanno sindromi metaboliche il numero cresce al 37% per in semi-vegetariani e al 39% per i non vegetariani. I risultati reggono anche se verificati per altri fattori quali l’età, il sesso, la razza, l’attività fisica, le calorie consumate, il fumo e l’assunzione di alcol.

“Questo studio dimostra una volta di più che la dieta è in grado di migliorare molti fattori di rischio parte delle sindromi metaboliche” dice Gary Fraser, PhD, responsabile scientifico dell’Adventist Health Study 2. “Una dieta basata sui vegetali è una scelta importante a questo fine”.