Miele Proprietà #1

ape aggrappata ad uno stelo d'erba di davdenic

Possiamo usare il miele come un normale alimento, al posto dello zucchero come dolcificante, oppure è meglio usarlo con le dovute cautele che si riservano a un rimedio naturale? Il dubbio mi è nato dopo aver ascoltato alcune lezioni di erboristeria…e così ho fatto alcune ricerche…ecco quello che ho scoperto.

Una ricerca del Prof. Peter Elwood del Department of Primary Care & Public Health alla Cardiff University – che abbiamo già citato per le sue ricerche sul burro e i latticini – esamina gli effetti prodotti dall’assunzione di miele sulla longevità e il benessere. Elwood parte dalla letteratura esistente: i benefici del miele sul cancro sono già stati verificati anni addietro attraverso colture cellulari e studi su animali. Le ricerche effettuate negli ultimi anni hanno evidenziato il salutare impatto a livello nutrizionale e fisiologico così come le funzioni assolte dal miele nell’organismo umano e non (i ratti, di miele, ne hanno assunto parecchio in laboratorio). La ricerca di Elwood, peraltro, rivela che l’assunzione di miele ha un impatto estremamente benefico sulle principali malattie causa di morte, la ricerca è particolarmente interessante perchè raccoglie e analizza i dati di 25 anni di vita dei soggetti analizzati, anche se il campione, come affermano gli stessi studiosi, è relativamente piccolo (624 soggetti di cui 41 assumono miele) e quindi necessita di ulteriori sviluppi.

Un altro articolo, di mano diversa, scritto dal Prof. Alvarez-Suarez e colleghi, rappresenta un interessante riassunto delle principali ricerche che hanno scoperto ed affermato le numerose proprietà benefiche del miele sull’organismo umano. Rappresenta una review, uno di quei lavori utilissimi per chi fa ricerca, che raccolgono e riassumono in modo ragionato tutta la letteratura presente in materia. Secondo l’equipe di Alvarez-Suarez il miele presenta queste proprietà:

  1. attività antibatterica, anche per uso esterno
  2. antiossidante, inteso come riduzione delle reazioni ossidative sia nel cibo sia nel corpo umano
  3. attività anti-tumorale e anti-infiammatoria
  4. attività sulle funzioni gastroenteriche. In particolare nelle affezioni batteriche da Salmonella, Shigella, Helicobacter pylori. E’ stato anche somministrato, al posto del glucosio, nelle soluzioni elettrolitiche  reidratanti nei casi di gastroenterite acuta dal World Health Organization/UNICEF, con l’effetto di una sensibile riduzione del periodo medio di ricovero dei pazienti (in età tra gli 8 e gli 11 anni)
  5. benefici effetti sul sistema cardiovascolare intesi come riduzione dei principali fattori di rischio dal colesterolo ai trigliceridi
  6. è una fonte di zuccheri immediatamente disponibile per l’organismo. Questo lo rende un ottimo alimento per gli sportivi o per chi dovesse accusare improvvisi cali glicemici.

Nella maggior parte degli studi condotti, la dose giornaliera di miele somministrata è stata compresa tra i 70 e gli 85 grammi oppure proporzionata al peso corporeo e fissata in circa 1 gr per kg. Inoltre in numerosi studi il periodo di somministrazione è limitato. Spesso i test sono stati effettuati su soggetti con specifiche patologie e la somministrazione si è interrotta con il miglioramento o la guarigione.

Per quello che ho avuto modo di leggere tutti gli studi concordano esplicitamente  sul fatto che il miele abbia un impatto benefico sull’organismo. Implicitamente tuttavia lasciano intendere che per ottenere effetti benefici siano sufficienti  dosi determinate e periodi di somministrazione anche non eccessivamente lunghi, eccezion fatta per lo studio del Prof. Elwood.

Ne concludo che il maggior beneficio si possa trarre dal miele all’occorrenza, oppure come prevenzione. Sulla scorta degli studi consultati pare sufficiente assumerne in media 80 grammi al giorno per un periodo di circa 30 giorni. Non ho trovato evidenze scientifiche che un periodo maggiore o un dosaggio superiore possano provocare danni alla salute. Anzi, la solita ricerca di Elwood, seppure da verificare statisticamente,  pare confermare i benefici di assunzioni prolungate. Sicuramente però l’alto contenuto di zuccheri rende il miele un alimento “delicato” da gestire in tutti i casi in cui si stia cercando di perdere peso o di mantenerlo, questo mi pare anche da solo un buon motivo per non abusarne.

Dunque, tornando al mio quesito di partenza – il miele è considerabile un rimedio naturale – studi clinici e di laboratorio sembrano indicare che si tratti di un alimento con proprietà altamente benefiche quasi terapeutiche. Addirittura pare possibile desumerne posologia, modalità e tempi di somministrazione. Ha il vantaggio di essere buono e di poter rientrare nelle preparazioni alimentari e chi vi scrive da oggi lo userà con maggiore consapevolezza.

Apro e chiudo una parentesi. Nelle mie indagini sono incappata in una ricerca condotta nel 2004 da un’equipe di studiosi di Dubai che ha scoperto, seppure come loro stessi affermano su un campione non statisticamente valido di sole 14 persone,  che l’assunzione di miele aumenta la concentrazione di nitriti in numerosi fluidi del corpo umano quali la saliva, le urine e il plasma. Vi starete chiedendo e allora?
E allora… i nitriti sono sia conservanti alimentari sia il sottoprodotto umano dell’assunzione dei nitrati, altri conservanti alimentari. I nitriti presenti nella saliva vengono trasformati dalla flora batterica della saliva e da qui trasportati nello stomaco dove vengono a loro volta trasformati in acido nitroso. L’acido nitroso è in grado di legarsi con altri composti organici che si trovano nello stomaco, le ammine, e divenire nitrosammine, rivelatesi cancerogene. Gli studiosi non indicano un pericolo per la salute, in ogni caso un piccolo dubbio rimane, quantomeno a chi scrive. Come potrebbe mai essere possibile? I nitriti sono in alcuni casi residui di prodotti dell’agricoltura, come i fertilizzanti. E’ possibile che il miele assunto dal campione sia stato prodotto da api i cui alveari erano posti in prossimità di coltivazioni fertilizzate. Infatti alcuni studi effettuati in Turchia, e riportati dal The Indipendent, analizzano casi di avvelenamento da miele tossico proveniente dalle regioni del Mar Nero in Turchia. La causa pare essere una tossina chiamata grayanotoxina che è stata trovata nel nettare di rododendro, alloro montano e azalee.

Per ora torno serena alla mia tazza di…LatteRhum&Miele 🙂

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